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Tempo di lettura: 4 min'I grassi fanno male? La storia del burro che “lubrifica le arterie”
Mozzarella light, formaggio light, barrette light: leggero, perché si sa, i grassi fanno male. Oppure no?
Mery, in questa puntata del podcast, ci racconta un qualcosa di straordinario: se stai male, se ti ammali, se la tua salute è compromessa, non troverai il colpevole tra gli scaffali.
Ascoltala qui e scopriamo insieme la verità sui grassi: un macronutriente senza colpe, ma demonizzato.
Perché pensiamo che i grassi fanno male?
Giriamo nei reparti del supermercato con un occhio critico verso tutte le variante di ogni prodotto: scegliamo lo stracchino light, la mozzarella light, persino le merendine confezionate light.
La parola “light” è diventata sinonimo di benessere, alla faccia della traduzione letterale: leggero.
Perché esiste questo collegamento tra la parola light e la parola salute? Perché negli anni si è cercato un colpevole, qualcosa da additare: “Sono stati loro, i grassi, a farci ammalare!”.
Tuttavia, non è sempre stato così.
Da il burro che lubrifica le arterie alla demonizzazione dei grassi che fanno male
Tornando indietro nel tempo, negli anni ’50 precisamente, i grassi erano visti come qualcosa di salutare: un ingrediente buono e facente parte della quotidianità culinaria di ogni paese. L’America con i grassi di bacon e uova, la Francia con i formaggi e il burro, l’Italia con l’olio.
Pane e burro per la colazione era un must: sulla tavola di tutti, persino per i bambini. Oggi, questa semplicissima preparazione non solo ci fa strano, ma ci spaventa.
La pausa, che oggi sembra innata, verso il burro o nasce dalla convinzione degli anni ’60 che l’incremento delle patologie cardiovascolari siano causate proprio da ogni forma di grasso. A questo punto è facile pensarlo: i grassi fanno male, sono loro la colpa delle nuove problematiche di salute.
Quindi in America iniziano a ridurre ogni forma di grasso ma nel frattempo, da un’altra parte del mondo accade il contrario.
Il Paradosso Francese
Studiato da ogni universitario di biologia, dietistica e nutrizione, il paradosso francese è quell’evento che ci ha condotto fino alla piena consapevolezza che la dieta mediterranea è sempre la soluzione più giusta.
Infatti, come dicevamo, in America a causa della colpevolizzazione dei grassi che fanno male si inizia a demonizzarli, a tagliarli, a ridurli. Nel frattempo però, in Francia accade tutto il contrario: i francesi, amanti della buona cucina, continuano a consumare quotidianamente burro, panna e formaggi.
Ciononostante, ecco che il loro stato di salute è migliore di quello degli americani. Ma se i grassi fanno male, com’è possibile che un paese che consuma tantissimi grassi abbia una popolazione con uno stato di salute migliore?
Il merito è del resveratrolo?
Con la presa di coscienza che in Francia, nonostante l’uso quotidiano di grassi, la popolazione locale ha uno stato di salute migliore, ecco di nuovo che si cerca un colpevole, o un eroe in questo caso.
Sono tutti convinti che deve essere necessariamente merito di un alimento, una sostanza che permette ai francesi di vivere in salute nonostante consumino tanti grassi che fanno male.
Si cercava un singolo alimento che proteggesse il cuore, come se questo fosse possibile. E l’eroe del periodo è stato niente di meno che il vino rosso.
Il vino rosso, infatti, contiene resveratrolo: un potente antiossidante. Potente, certo, ma non sufficiente per tutelare la salute cardiovascolare di chi lo consuma. Anzi, i danni del vino rosso sono di gran lunga superiori rispetto ai benefici determinati dalla piccolissima concentrazione di resveratrolo contenuta nel vino.
I grassi NON fanno male, così come il vino rosso NON fa bene.
La spiegazione del paradosso francese e la dieta mediterranea
Il paradosso francese non si spiega con un bicchiere di vino.
Si spiega con uno stile di vita complessivo: porzioni più piccole, meno prodotti industriali, più frutta e verdura, più movimento.
Un insieme di fattori, non un ingrediente magico.
Ed è qui che crolla il mito.
Perché mentre demonizzavamo burro e olio, dimenticavamo una cosa fondamentale:
il corpo non funziona senza grassi.
Sono loro che ti fanno sentire sazio dopo un pasto.
I grassi ti permettono l’assorbimento delle vitamine.
Sono loro che costruiscono le membrane delle cellule, che regolano gli ormoni, che mantengono in equilibrio funzioni vitali.
Toglierli non significa “mangiare meglio”. Perché che i grassi fanno male è solo una convinzione.
Eliminare i grassi significa unicamente togliere al corpo uno dei suoi strumenti principali.
Eppure qualcuno ha deciso che fossero il problema, ha deciso che “i grassi fanno male”.
I grassi fanno male: come sostituirli?
Che i grassi facciano male è una convinzione che nasce da un modo di guardare alla nutrizione che, per anni, ha preso un elemento alla volta e lo ha messo sotto osservazione. Prima il grasso. Poi il glutine. Poi i carboidrati. Un sospettato alla volta, un colpevole alla volta.
E nel frattempo sulle nostre tavole comparivano biscotti senza grassi ma pieni di zuccheri, merendine light cariche di additivi, prodotti pensati non per nutrire ma per non farti smettere di mangiare.
Abbiamo tolto burro ma aggiunto zuccheri.
Abbiamo tolto olio ma aggiunto additivi.
Per cosa? Per non avere il coraggio di dire si, ma con moderazione.
Perché ogni cosa funziona bene nelle sue porzioni giuste.
I grassi fanno male se non inseriti correttamente nella dieta
Infatti, persino l’acqua se in eccesso o in difetto porta a dei danni fisici. Allo stesso modo, i grassi vanno bilanciati in un contesto nutrizionale più ampio, preferibilmente rispettando la dieta mediterranea.
Ecco che Mi Piace Così quindi risolve le paure più comuni: “Quanti grassi devo mangiare? E quanta pasta? E il riso posso mangiarlo?”
Mi Piace Così risponde a queste domande non ponendotene delle altre, non mettendoti davanti ad una bilancia con alimenti da pesare, grammo dopo grammo.
Mi Piace Così ti fornisce due elementi vincenti:
1. un piatto pronto, bilanciato, seguendo le regole del piatto sano di Harvard e le linee guida della dieta mediterranea
2. un nutrizionista che ti insegna, passo dopo passo, a mangiare bene, anche quando avrai finito il programma di riequilibrio alimentare.
La testimonianza di Antonella ne è la prova: piatti pronti, una salute migliorata.
Scopri anche tu come non avere più paura dei grassi che fanno male, scopri Mi Piace Così.









