DIETA CARNIVORA
14 Aprile 2026

Tempo di lettura: 4 min'

La dieta carnivora: moda o ritorno alle origini?

Dopo quella chetogenica, low-carb, e paleolitica ecco che adesso arriva la dieta carnivora: spopola sui social promettendoti una pancia piatta e minore infiammazione. Ma cosa c’è di vero?

Ce lo racconta Mery nel podcast Mi Piaccio Così – La Voce del tuo Corpo in questa puntata: premi play per ascoltarla o leggi questo articolo per scoprire se la dieta carnivora è davvero un “ritorno alle origini” o solo una moda.

La dieta carnivora “per uomini forti”

Questa dieta viene venduta sui social in modo ottimale: “La dieta per gli uomini forti”. Carne, bistecche, tartare, e nessuna verdura in vista. E’ la dieta che miracolosamente andrà a combattere ogni tipo di infiammazione (che poi, ti serve veramente?)

Questa dieta carnivora per uomini forti, come funziona? In realtà non è complicata, lo dice il nome stesso: è una dieta che consente il consumo solo ed esclusivamente di carne, preferibilmente cruda.

Niente, verdure, niente cereali o frutta, per carità! Immaginiamola come una chetogenica ma molto più spinta, estrema.

Le ripercussioni della dieta carnivora

Andando un attimo ad attenzionare questa tipologia di scelta alimentare, possiamo vedere che questa dieta carnivora prevede un assunzione elevata di grassi saturi e di conseguenza, nel lungo periodo il profilo lipidico di chi sceglie di seguire questa dieta peggiorerà drasticamente. Trigliceridi, colesterolo LDL elevati porteranno ad un maggior rischio per gli eventi cardiovascolari. Però, la dislipidemia non è l’unico problema che è causata da questa dieta.

Infatti, la seconda tra le diverse problematiche di questa dieta è la completa assenza di fibre: questo porterà ad una completa distruzione del tuo microbiota (che è l’insieme dei batteri buoni che vivono nel tuo intestino). E con ciò? Questo significa che:

  • aumenterà la permeabilità del tuo intestino
  • aumenterà l’infiammazione intestinale (e non verrà ridotta, come invece promette questa dieta carnivora)
  • problematiche gastrointestinali
  • aumento di incidenza per tumori al colon e/o intestinali

In ultimo, e non per importanza, l’evacuazione sarà compromessa. Questo è uno dei temi trattati in una puntata di Pianeta B12, un podcast incentrato sull’alimentazione e non solo. In questa puntata (che puoi trovare qui) intervistano Marilena Sansone, volto social, che racconta infatti che va in bagno mensilmente.

Il sacrificio della dieta carnivora

Il punto non è solo la rimozione della fibre, e nemmeno la scelta di mangiare solo un alimento che di per se, secondo OMS, CREA e SINU andrebbe consumato occasionalmente; il punto è a cosa si deve rinunciare, cosa viene sacrificato per seguire una dieta senza fondamenta scientifiche: polifenoli, antiossidanti, fitocomposti, molecole che sono presenti quasi esclusivamente in alimenti vegetali. I benefici che vengono a mancare da questi alimenti che vengono eliminati, vietati, nella dieta carnivora si sommano agli effetti negativi e addirittura cancerogeni della carne rossa. Infatti, l’OMS ha classificato la carne rossa (carni trasformate e/o cotte ad alte temperature comprese) come cancerogeno di classe A.

L’uomo cacciava… ma la donna raccoglieva

La giustificazione più comune che usano per difendere la carnivora è: “Mangiamo come nel Paleolitico”. 
Ma la carne che mangiamo oggi non ha nulla a che vedere con quella del Paleolitico: non è lo stesso animale, non vive nello stesso ambiente, non ha lo stesso profilo nutrizionale. Le condizioni di allevamento e produzione di oggi sono lontanissime da quel passato: usare la preistoria per giustificare la dieta carnivora è un anacronismo. 
E la biologia lo conferma: l’antropologia mostra che l’essere umano è onnivoro, non carnivoro. Se è vero che l’uomo cacciava, è altrettanto vero che la donna raccoglieva radici, frutti, bacche e semi — ed è proprio questo equilibrio tra caccia e raccolta ad aver nutrito la nostra specie per millenni. 

La dieta del paleolitico non era una dieta carnivora

E c’è un altro aspetto importante da ricordare: la carne e il pesce non erano sempre disponibili. C’erano giorni, a volte intere settimane, in cui non si riusciva a cacciare o pescare, e non esistevano metodi di conservazione per consumare la carne nei giorni successivi. 
Questo significa che i nostri antenati non mangiavano carne tutti i giorni: per lunghi periodi la loro alimentazione era completamente vegetale. 
Inoltre, nel Paleolitico non esistevano né latticini né uova. Sono alimenti comparsi molto più tardi con l’agricoltura e l’allevamento. 

Dieta carnivora o dieta plant-based?

La dieta carnivora è un trend che spopola nei reel virali, è vero, ma per fortuna i dati italiani sul consumo di carne e alimenti di origine animale ci raccontano un altro scenario: infatti, in Italia quasi metà delle famiglie — il 47% — acquista abitualmente prodotti di origine vegetale, dai sostituti della carne alle bevande e yogurt vegetali.
Vi è stato anche un aumento di utilizzo di prodotti come tofu, seitan e tempeh, che fino a qualche anno fa non conoscevamo nemmeno.
Questa tendenza è trainata soprattutto dai più giovani: sono loro i più attenti alla sostenibilità e alla salute, e scelgono sempre più spesso opzioni plant‑based. 
Insomma: mentre la dieta carnivora spopola sui social, il mondo reale si sta muovendo nella direzione opposta: più vegetale, non meno. 

Dieta carnivora e red flag

Riconoscere una dieta sana è in realtà abbastanza semplice: basta attenzionare alcuni campanelli di allarme. Diete troppo rigide con orari, gruppi di alimenti, privazioni assolute: ecco cosa ci aiuta a riconoscere i “red flag” di una dieta.

La dieta carnivora funziona bene sui social: poche regole chiare, semplici e precise: ma il tuo intestino, il tuo cuore e il tuo metabolismo lavorano su basi completamente diverse da quelle dei social. 

Mangiare solo carne non è un ritorno alle origini: si basa su una ricostruzione non corretta del passato e con rischi reali documentati dalla ricerca. E come quasi sempre in nutrizione, la risposta non è nell’estremo ma è nell’equilibrio. 

E di equilibrio ne parliamo qui: leggici!

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