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Tempo di lettura: 7 min'Menopausa, tiroide e diabete: quando la dieta giusta non basta
Ci sono momenti in cui inizi una dieta con tutta la buona volontà del mondo. Segui le indicazioni, fai attenzione ai pasti, rinunci a qualcosa, cerchi di essere costante… eppure il peso non scende come vorresti.
O magari si, scende, ma poi torna e a volte anche “con gli interessi”: soprattutto quando menopausa, tiroide e diabete si mettono di traverso.
Quando succede, la prima cosa che pensi è che tu abbia sbagliato qualcosa, che ti sei lasciata troppo andare, che non sei riuscito a mantenere la giusta rotta, che hai fallito. Ma credimi, non è quasi mai così.
Il corpo non è una calcolatrice: non basta togliere qualcosa dal piatto per ottenere automaticamente un risultato. Soprattutto quando entrano in gioco cambiamenti ormonali, patologie, farmaci, sonno disturbato, stress, anni di diete restrittive e abitudini difficili da cambiare.
Ce ne parla Mery oggi, nella puntata del podcast Mi Piaccio Così – La voce del tuo corpo, partendo da tre domande molto comuni: menopausa, ipotiroidismo e diabete di tipo 2. A queste domande risponde il Biologo Nutrizionista Alberto.
Tre situazioni diverse, ma con un punto in comune: non serve una dieta più rigida, serve un percorso più intelligente.
Dieta e menopausa: perché dimagrire può diventare più difficile
Partiamo con il primo caso, tra i più diffusi anche: Carla ha 52 anni, è in menopausa e vorrebbe perdere circa 10 chili. Ha già provato diverse diete, ma ogni volta ha ripreso il peso perso.
Alberto da una risposta che non ti aspetti, rincuorante, una coccola: spesso il problema non è la persona, ma il tipo di dieta che ha seguito negli anni. Regimi troppo restrittivi, tagli drastici, schemi impossibili da mantenere nella vita reale possono funzionare per qualche settimana, ma poi arrivano le difficoltà. Una vacanza, il Natale, una cena fuori, un periodo di stress.
Il problema è che ogni ciclo di dieta interrotta lascia un segno. Non solo sul metabolismo e sulla composizione corporea, ma anche sul rapporto con te stessa. Dopo tanti tentativi, può succedere che tu smetta di fidarti del tuo corpo e della tua capacità di cambiare: non importa che tu stia vivendo la menopausa, tiroide, diabete. Quello che conta è che inizi oggi ad ascoltare il tuo corpo.
La menopausa fa ingrassare?
La menopausa può rendere il controllo del peso più complesso, ma non è l’unica causa dell’aumento di peso. I cambiamenti ormonali possono favorire un accumulo di grasso nella zona addominale, ma contano anche età, stile di vita, movimento, sonno, massa muscolare e predisposizione individuale.
Questo significa una cosa importante: non sei “bloccata” per sempre.
In menopausa può cambiare il dispendio energetico, può ridursi più facilmente la massa muscolare e il sonno può peggiorare, soprattutto se ci sono vampate, sudorazioni notturne o risvegli frequenti. Tutti questi fattori possono influire sul peso, ma non rendono impossibile il dimagrimento.
Rendono però meno utile continuare con diete drastiche e punitive, e Aberto in questa puntata del podcast Mi Piaccio Così – La Voce del tuo Corpo ce lo spiega perfettamente. Il punto è questo: in menopausa non hai bisogno di mangiare sempre meno. Hai bisogno di mangiare meglio, con più regolarità, con un piano che tenga conto della tua quotidianità e che non ti costringa a vivere in guerra con il cibo.
Una dieta troppo rigida può sembrare la strada più veloce, ma spesso è proprio quella che ti fa mollare prima.
Ipotiroidismo e dieta: quando il peso non scende
La seconda storia che Mery ci racconta oggi in questa puntata racconta di Elena: ha 37 anni, soffre di ipotiroidismo, assume Eutirox da diversi anni e segue una dieta, ma non riesce a perdere peso. In più, ha già eliminato la soia perché le hanno detto che “con l’Eutirox non si può”.
Questa è una delle semplificazioni più diffuse, come conferma Alberto. Non è corretto trasformare automaticamente la soia in un alimento vietato. Il punto importante è il momento in cui viene consumata rispetto al farmaco.
Eutirox e soia: bisogna davvero eliminarla?
La levotiroxina, principio attivo di Eutirox, va assunta seguendo le indicazioni del medico. In generale viene presa al mattino, a digiuno, con acqua, rispettando un intervallo prima della colazione. Il cibo e alcuni prodotti, compresi quelli contenenti soia, possono interferire con l’assorbimento della levotiroxina se assunti troppo vicino o in quantità significative.
Se consumi spesso alimenti a base di soia o integratori che la contengono, è sempre meglio parlarne con il medico, soprattutto se i valori tiroidei non sono stabili.
Il problema è che tante persone arrivano alla dieta con un elenco lunghissimo di divieti: niente soia, niente cavoli, niente latticini, niente carboidrati la sera, niente frutta dopo una certa ora.
E spesso non sanno nemmeno più da dove arrivino queste regole, vengono seguite e basta, come i paperotti con la loro mamma. Ci si fida cecamente di un qualcosa che non ci protegge. Perché ogni divieto complica le cose, e le diete sono complicate non si possono seguire in eterno, soprattutto se menopausa, tiroide e diabete rendono il tutto più difficile.
Ipotiroidismo e perdita di peso
Nel caso dell’ipotiroidismo, poi, c’è un altro aspetto fondamentale: se la funzione tiroidea non è ben compensata, perdere peso può essere più difficile. Per questo, prima di dare la colpa alla dieta, è importante verificare con il medico che il dosaggio della terapia sia adeguato e che i valori siano sotto controllo.
La dieta giusta può aiutarti, ma non può sostituire una terapia correttamente impostata.
Diabete di tipo 2 e carboidrati: eliminarli non è la soluzione
L’ultimo caso di cui ci racconta Mery parla di Marco che ha 60 anni e il diabete di tipo 2. Il suo medico gli ha detto di eliminare i carboidrati, soprattutto la pasta, e lui chiede se esiste un programma senza carboidrati.
La risposta è semplice: non è questo l’obiettivo. Con il diabete, i carboidrati non vanno demonizzati. Vanno scelti, distribuiti e abbinati nel modo giusto.
Il problema non è “la pasta” in assoluto. Il problema può essere la quantità, il tipo di carboidrato, il condimento, l’assenza di fibre, il fatto di mangiarla da sola o all’interno di un pasto poco bilanciato.
Una porzione di pasta con verdure, una fonte proteica e un condimento adeguato ha un impatto diverso rispetto a un piatto di pasta bianca mangiato da solo, magari in quantità abbondante.
Con il diabete si possono mangiare i carboidrati?
Sì, ma vanno gestiti. Le raccomandazioni nutrizionali per il diabete non indicano un unico modello valido per tutti: contano personalizzazione, qualità degli alimenti, quantità, distribuzione dei carboidrati e coordinamento con la terapia. Le linee guida italiane per il diabete di tipo 2 suggeriscono una terapia nutrizionale bilanciata, di tipo mediterraneo, piuttosto che un approccio semplicemente povero di carboidrati.
C’è poi un punto molto importante: se una persona con diabete assume insulina o alcuni farmaci che possono abbassare la glicemia, togliere drasticamente i carboidrati senza supervisione può aumentare il rischio di ipoglicemia. Per questo ogni modifica importante dell’alimentazione va condivisa con il medico o con il professionista che segue la terapia. (E questa regola vale anche con altre problematiche come menopausa, tiroide e diabete.)
Il vero problema non è sempre la dieta, ma la dieta sbagliata per te se hai menopausa, tiroide o diabete.
Menopausa, ipotiroidismo e diabete sono condizioni molto diverse tra loro. Ma spesso portano la persona alla stessa conclusione: “Il mio corpo non dimagrisce più”.
In realtà, molte volte il corpo risponde, solo che tu non lo stai ascoltando: lui ti sta dicendo che quello che gli chiedi è sbagliato per lui.
Gli chiedi una dieta troppo restrittiva che si, può farti perdere peso all’inizio, ma non ti insegna a mantenere il risultato.
Forse chiedergli una dieta piena di divieti può darti l’illusione del controllo, ma rischia di farti vivere ogni pasto come un problema.
E no, non va nemmeno bene quella dieta non coordinata con la terapia può essere poco efficace o, in alcuni casi, poco sicura.
Quando ci sono menopausa, tiroide, diabete o altre condizioni cliniche, è importante avere un percorso chiaro, semplice da seguire e affiancato da professionisti.
Perché un percorso strutturato può aiutarti di più in caso di menopausa, tiroide e diabete
Uno dei motivi per cui tante diete falliscono è che ti lasciano sola nel momento più difficile: la quotidianità: all’inizio sei motivata. Poi arrivano la fame, la stanchezza, i dubbi, il peso che rallenta, la cena fuori, la giornata storta.
Ed è lì che serve un percorso, non solo uno schema: noi nutrizionisti lo vediamo ogni giorno, nei momenti di resa di chi voleva tenere troppo il controllo su tutto, persino su un cioccolatino.
Mi Piace Così nasce proprio per rendere più semplice seguire un’alimentazione equilibrata, ispirata alla dieta giusta, quella mediterranea, con pasti pronti consegnati a domicilio e il supporto dei nutrizionisti durante il percorso.
Questo non significa che sia una soluzione “magica”, ma è solo un modo per semplificare le difficoltà pratiche: cosa cucinare, quanto mangiare, come organizzare i pasti, come restare costante.
E quando ci sono condizioni come menopausa, ipotiroidismo o diabete, la costanza può fare davvero la differenza.
Naturalmente, in presenza di patologie o terapie farmacologiche, è sempre importante confrontarsi con il proprio medico. La dieta giusta non sostituisce la terapia, ma può accompagnarla nel modo giusto per farla funzionare al meglio, che tu stia affrontando menopausa, tiroide o diabete poco importa.
La domanda non è “cosa devo togliere?”, ma “cosa devo costruire?”: la dieta giusta per menopausa, tiroide e diabete
Molte persone iniziano una dieta chiedendosi cosa eliminare.
Tolgo i carboidrati o i grassi? La soia posso mangiarla? Quale frutta devo togliere? Le banane, vero? E la pasta? Solo a pranzo!
Ma se togli tutto, che ti rimane? Sicuramente non la gioia di mangiare. Non pensare a cosa togliere, pensa a cosa costruire, cosa tenere.
Devi costruire dei piatti più bilanciati, devi tenere almeno due porzioni di verdura al giorno (per cominciare).
Puoi provare a costruire una routine semplice che nel lungo periodo ti porti a dei risultati sensazionali.
Costruisci qualcosa che ti dia la forza, tieni solo le energie positive che ti aiutino in questo percorso.
E se fino ad oggi hai pensato che il problema fossi tu, forse è il momento di guardare le cose da un’altra prospettiva: non ti serve l’ennesima dieta impossibile. Ti serve un percorso che tenga conto della tua storia, del tuo corpo e della tua vita reale.
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Non devi pensare ogni giorno a cosa cucinare, come bilanciare i pasti o da dove ricominciare dopo l’ennesimo tentativo: puoi iniziare da un percorso più semplice, più organizzato e più adatto alla vita reale.
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