disturbi del comportamento alimentare
15 Marzo 2026

Tempo di lettura: 5 min'

Disturbi del comportamento alimentare: perché sono sempre più diffusi

I disturbi del comportamento alimentare sono diffusi, silenziosi, latenti e cronici. Ogni giorno siamo i portavoce di queste problematici psicologiche e alimentari, senza nemmeno saperlo. In questo articolo te li raccontiamo: quali sono, perché sono sempre più diffusi e come prevenirli.

Non un semplice commento

“Guarda quella, è anoressica!”, “Suvvia mangia, sei magra!”, “Mangi un’altra fetta di dolce!? Ma è troppo così!”

Commenti: continui, costanti, onnipresenti. A tavola a Natale, in pizzeria con gli amici, persino al cinema quando stai comprando i popcorn. Se c’è cibo o sport, ci sono commenti. Dove ci sono vestiti, ci sono commenti. Se c’è un corpo, ci sono commenti.

Questi commenti, che la zia Pina ci da con tanto amore, che la mamma ti ripete ogni giorno per vederti in salute, che il nonno usa come battuta tra un pasto e l’altro, logorano e sono alla base, le fondamenta, dei disturbi del comportamento alimentare.

Ma cosa sono i disturbi del comportamento alimentare?

DCA: Disturbi del comportamento alimentare

I disturbi del comportamento alimentare sono oggi considerati una delle emergenze di salute pubblica più rilevanti tra adolescenti e giovani adulti. Secondo le stime epidemiologiche più recenti, circa il 5-8% della popolazione mondiale sviluppa nel corso della vita un disturbo alimentare, con un’incidenza in costante crescita negli ultimi vent’anni.

In Italia si stima che oltre 3 milioni di persone convivano con un disturbo del comportamento alimentare, con una prevalenza nettamente maggiore nel sesso femminile: circa 9 casi su 10 riguardano donne, anche se negli ultimi anni si registra un aumento significativo anche tra gli uomini.

L’età di esordio più frequente è compresa tra i 12 e i 25 anni, ma i casi in età adulta non sono rari. Inoltre si osserva un progressivo abbassamento dell’età di comparsa dei sintomi, con diagnosi sempre più frequenti già nella preadolescenza.

Quali sono i disturbi del comportamento alimentare

  • anoressia nervosa, caratterizzata da forte restrizione alimentare e intensa paura di ingrassare
  • bulimia nervosa, con episodi ricorrenti di abbuffate seguiti da comportamenti compensatori
  • disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder), oggi il più diffuso nella popolazione adulta.

Diversi fattori possono contribuire allo sviluppo dei disturbi alimentari, tra cui pressione sociale sull’immagine corporea, diete restrittive, stress psicologico, fattori genetici e influenze dei social media.

Per questo motivo, oggi l’approccio alla gestione dei disturbi alimentari è sempre più multidisciplinare, integrando supporto psicologico, educazione nutrizionale e assistenza medica.

I disturbi alimentari sono in aumento

E’ chiaro, negli anni ’50, quando il cibo era ancora un lusso, era poco, calibrato, mediterraneo e nutriente, i disturbi del comportamento alimentare non erano così diffusi.

La dieta mediterranea non solo come approccio nutrizionale, ma anche e soprattutto come stile di vita, la faceva da padrone: movimento, sana alimentazione, buon riposo. Oggi non è più così: e si è piantato il semino dei DCA.

Come la dieta mediterranea sia scemata nel tempo ce lo racconta Mery in questa puntata del podcast “Mi Piaccio Così – La Voce del tuo Corpo“. Premi play e ascolta la puntata.

Ma i decenni sono passati, la tecnologia alimentare progredisce e ben presto arrivano i fast-food, i cibi confezionati, gli alimenti ricchi di grassi e zuccheri.

Iniziano le problematiche legate al peso corporeo, iniziamo a notarlo, iniziamo a vedere il problema.

Ma non lo risolviamo davvero, con medici, nutrizionisti o specialisti: no. Usiamo la paura, cerchiamo i colpevoli, e ci sentiamo padroni di argomenti a noi sconosciuti. E così, già in tenere età senti e ascolti, assorbi e assimili, commenti e falsi miti sul cibo.

La nutrizione: tutto è il contrario di tutto

“I carboidrati dopo le 18:00 fanno ingrassare”, “Mai bere acqua vicino ai pasti”, “Mangia solo cibi light, i grassi fanno male!” E di quest’ultima affermazione ci abbiamo scritto un articolo e prodotto una puntata del podcast: trovi tutto qui

Quindi già in tenera età la tua mente è bombardata dalla cultura della dieta: “Domani digiuno” dopo un all you can eat al sushi; “La pizza senza mozzarella e tolgo i bordi, così mangio meno calorie” quando sei con gli amici o anche “Lo so che il nutrizionista m ha scritto in dieta 80g di pasta, ma io ne mangio 60g così faccio prima”.

E tu ti senti in difetto perché la pizza la mangi tutta, perché non vai dal nutrizionista, perché non fai caso al numero sulla bilancia.

Poi però arrivano i commenti sul tuo corpo: “Sei così carina, che peccato però, se solo fossi più magra” o anche “Wow, che cosce!”. Nella top 5 dei commenti trovi anche “Mamma come sei magra, le ossa ai cani!”

Il tuo corpo è giudicato, osservato, messo sotto processo. Finché non arriva il senso di colpa, il senso di colpa per non avere un cattivo rapporto con il cibo, perché non conti le calorie.

DCA e Social Media

Allora apri i social e vedi corpi perfetti, seni abbondanti e sodi, glutei da paura e gambe magre e toniche. E tu lo sai, lo sai che è tutto finto, ma lo specchio che stai usando per osservarti è colpevole di un inganno continuo, latente, infimo.

Anche qui Mery ce lo racconta: impara ad apprezzarti guardandoti nello specchio giusto.

Ma non si inizia ad avere un disturbo del comportamento alimentare dall’oggi al domani, è un qualcosa che matura negli anni, con il tempo.

Esordio dei disturbi del comportamento alimentare

Hai 2 anni quando ormai ben svezzata, continui a mangiare cose diverse dalla tua famiglia: tu ogni giorni mangi la pasta, il pane, la carne, le uova, la polenta. La tua famiglia invece ha un pasto diverso, non riesci a capire il perché, è così e basta. Vuoi assaggiare nel loro piatto: e cosa succede? Che mangi solo. Orari diversi, pasti diversi.

Hai 5 o 6 anni quando per la prima volta fai caso al piatto di tua madre: tu hai della pasta al sugo, lei un’insalata.

A 7 anni ordinate tutti una pizza: tu la scegli con le patatine fritte, i wurstel o il prosciutto. Tuo padre prende una margherita, tua madre invece, di nuovo si prepara un’insalata.

Hai 9 anni quando chiedi il bis di una torta che tua zia non ha mangiato, tua madre ha solo assaggiato. Ti viene concesso: ma quando lo stesso bis lo chiede tuo padre o tuo nonno senti che gli viene detto “Ma non lo vedi che pancia che hai? Basta!”

E allora pensi: se anche io mangiassi due fette di torta mi verrebbe la pancia?

Sei al supermercato con i tuoi, hai 10 anni, scegli delle merendine, gli snack per la scuola: non ti viene detto “Ok, prendiamo anche delle fragole che sono di stagione”, ti viene invece insegnato che “Eh si ma solo una altrimenti questa è tutta ciccia!”

E poi arriva, il primo commento diretto a te: hai 11 quando ti senti dire per la prima volta: “Attenta eh, un attimo in bocca e un mese sui fianchi!” o anche “Ti iscriviamo a danza, così sarai atletica, magra e bella!”

Hai 14 quando pensi che il tuo seno sia troppo piccolo, i glutei troppo grandi, lo cosce troppo grosse.

E hai sempre 14 anni quando inizi a mentire a tua madre, sempre per quel piatto di pasta:

“A scuola ho mangiato più merendine, non ho fame” “No mamma ho già cenato con un panino mentre eri a lavoro”. E quando vedi che non funziona allora continui ad insistere “Tutto buonissimo, vado un attimo in bagno” E in bagno butti tutto. Perché ti senti di avere il controllo della tua vita, ti senti forte, di farcela. Ma è una forza che ti logora, ti uccide.

Come prevenire i disturbi del comportamento alimentare

Magari non ti riconosci in quella bambina: ma io si. Io si, come tua madre, tua sorella, la tua collega universitaria e quella di lavoro. Perché si, ogni 10 persone che soffrono di DCA, 9 sono donne.

E tu puoi fare la differenza: non commentare, mai, nessun corpo.

Non parlare di cibo in senso negativo. Perché continuare a dire “No io sta sera non mangio!” dopo un pranzo abbondante è comunicare agli altri, soprattutto i più piccoli, che NON possono avere di nuovo fame.

Ma magari per loro la fame arriva, è fisiologica.

Ma stai comunicando che è sbagliato.

Mi Piace Così ha la responsabilità morale di prevenire i disturbi del comportamento alimentare nei propri clienti ed è per questo che ha offerto un team di nutrizionisti e dietisti a supporto: perché il cibo è il motore del corpo, non un nemico.

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