guarire da un dca
13 Luglio 2026

Tempo di lettura: 4 min'

La storia di Arianna: come guarire da un DCA

Calorie: ci sono battute che parlano di loro come piccoli elfi che restringo i vestiti la notte. Ma in verità le calorie sono l’arma del Disturbo del comportamento alimentare. Ti illudono di avere il controllo, di poter risolvere la tua vita contandole, pensi che gli altri, quelli che non le contano, siano dei folli e che stiano perdendo la loro rotta. Arianna ne era vittima: ma è riuscita a guarire da un DCA. Leggi qui la sua storia.

DCA: ammalarsi è un attimo, dopo una vita di cultura della dieta.

La cultura della dieta: di che cos’è ne abbiamo parlato qui, ma mai si è trovato il coraggio di pensare e ragionare a che cosa porta. Arianna lo sa bene perché ne è stata vittima per anni: malata di un DCA che riusciva a camuffare bene, benissimo. Tutti i malati di un disturbo del comportamento alimentare ci riescono: sono attori, protagonisti del film che li vede raccontare una storia che vorrebbero vivere.

Arianna era solo una bambina di 5 anni quando il DCA si è impiantato in lei: la madre aveva preso peso dopo le due gravidanze che avevano fatto guadagnare 10 e 12 kg. Un peso preso perché l’educazione alimentare di quel tempo, per le donne in gravidanza era, “mangia per due e togliti tutte le voglie!”.

Non il rispetto per il proprio corpo, suggerimenti di bere birra perché “fa passare la nausea” e “ti prepara ad avere il latte”, “non fare sforzi” perché era più sano un rapporto disfunzionale con il cibo che una gravidanza fisiologica.

Come guarire da un DCA: capirne le fondamenta

Arianna è cresciuta: una bambina sana e forte, una bambina che amava mangiare e non aveva mai avuto grandi selettività alimentari. Ma cosa vedeva intorno a se? Una sorella, cugina, amica che invece magroline lasciavano ogni volta qualcosa nel piatto. “Perché non fai come Arianna che invece mangia tutto? Vedi com’è brava?”.

“Quindi, sono brava perché mangio tutto nel piatto!”

Un pensiero semplice, di una bambina che non desidera altro che essere amata e lodata: il cibo era una strada fin troppo semplice per compiacere i suoi genitori.

Ma si sa, per le mamme e le nonne si è sempre troppo sciupati, troppo magri, non si mangia abbastanza. E così i piatti di Arianna erano sempre più grandi, lei sempre più sazia. Ma la sazietà non è un segnale da ascoltare: Arianna doveva compiacere i suoi genitori e finire tutto, anche a costo di scoppiare.

Quando tutto cambia

Oggi Arianna può raccontarci come guarire da un DCA, ma non è stato sempre così semplice per lei. A 12 anni, con le prime cotte, i primi amori ha iniziato a guardarsi. E si piaceva: le gonne di jeans le stavano bene, i pantaloni a vita bassa anche.

E così Arianna trovò l’amore: un fidanzatino affettuoso che l’amava per quello che era, pregi e difetti. Si sentiva fortunata.

Ma Arianna non aveva un carattere forgiato, veniva da una situazione famigliare complessa che non le aveva permesso di essere un’adolescente sicura di se. E quindi iniziò l’insicurezza, la gelosia verso qualsiasi altra ragazza che poteva rubarle il suo amore.

Quella aveva il seno più grande, quell’altra un addome più scolpito. Sii guardò allo specchio con gli occhi del terrore di perdere tutto. Doveva prendere il controllo di quella relazione e del suo corpo.

Il cuore del disturbo del comportamento alimentare

Arianna aveva 19 anni: appena entrata all’università, il suo fidanzatino partito per inseguire il suo sogno, lei rimasta a studiare nella sua terra per inseguire il suo. La separazione sofferta, la gelosia, altri momenti difficili vissuti in famiglia la fecero crollare. E tutto ebbe inizio: calorie contate, capire il peso di partenza, scegliere gli alimenti al supermercato basandosi solo sul numero di calorie che presentavano per 100g. L’olio? Superfluo. La pasta? Non più di 50g, anzi, “faccio la pastina in brodo, così ne metto solo 30g e mi sazio lo stesso”.

Come guarire da un DCA non è semplice come ammalarsi: il peso scendeva, settimana dopo settimana, e tutti si complimentavano con lei.

“Come sei dimagrita, stai davvero bene!”
“Ma che brava hai perso peso! Da sola o sei andata dalla dietologa?”

Di nuovo il compiacimento: Arianna era brava perché era magra.

Quando si sfugge al controllo

Poi però, la magrezza non basta più: la felicità vedendo il peso scendere. Vedere le costole sotto la pelle, sentire gli altri che continuano a dirti che sei magra, ti chiedono come tu ci sia riuscita e qual è stata la tua dieta.
App contacalorie, diari alimentari sempe più striminziti.
I no alle uscite, alle pizze con quel fidanzato che la amava prima di perdere 15kg, prima che il suo BMI arrivasse a 17.
La gioia di vedere quel BMI nella fascia del sottopeso.

La preoccupazione della madre e la sua rassicurazione che diceva “ma no, perdo giusto qualche in chilo più per avere scorta durante il mantenimento”.
Quando sarebbe arrivata l’ora di guarire da un DCA?

La trasformazione

Arianna così si rende conto che “scheletrica” e “magra” non sono la stessa cosa, che il ciclo perso non è un buon segno: allora si accanisce con la palestra, ai pesi, al funzionale a Kayla che era la sua musa ispiratrice.

Arianna pensa di trovare il come guarire da un DCA alimentare. Invece trasforma solo il suo il suo disturbo del comportamento alimentare. Da anoressia a ortoressia.

Cambiare il disturbo non è come guarire da un DCA.

La soluzione: come guarire da un DCA per davvero

Arianna non sa cos’è successo, cos’è stata quella cosa che le ha fatto imboccare quella strada. Ma a 22 anni sceglie di iscriversi in Scienze della nutrizione.

E lì tutto cambia.

Finalmente vede quello che ha passato, vede quello che ha dovuto sopportare il suo corpo: anemie gratuite, freddo gelido in agosto, libido calata e i migliori anni passati a contare le calorie della pizza piuttosto che il numero di amici che la circondavano.

Arianna oggi ci racconta com’è guarita: e nonostante sembri un film Disney, Arianna è guarita con l’amore.

L’amore che piano piano ha imparato a rivolgere a se stessa, quell’amore di quel fidanzatino che è rimasto nonostante tutto. E l’amore più grande, quello che ti spinge a chiedere aiuto alla psicoterapia.

All’amore che move il sole e le altre strelle.

La verità dietro alla domanda “come guarire da un DCA”?

Come guarire da un DCA è semplice e complesso insieme: bisogna prima riconoscerlo. E se riconoscendolo troverai la forza di chiedere aiuto allora riuscirai a guarirlo.

E questo te lo prometto, perché c’è una verità celata dietro questa storia: Arianna sono io, la tua nutrizionista, quella che può capirti davvero e aiutarti a capire come guarire da un DCA.

Scrivimi su coach@mipiacecosi.it e raccontami la tua storia, forse possiamo trovarne il lieto fine insieme.

Articolo scritto e redatto da:
Dott.ssa Alfieri Arianna, Biologa nutrizionista

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