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Tempo di lettura: 4 min'Dimagrire a Maggio: perché fallisci ogni anno
Dimagrire a maggio: scatta dentro di te un qualcosa di forte, imponente. Il sole è alto nel cielo, non sei ancora in costume, non hai cm su cm di pelle scoperta, nessuno ti sta ancora guardando, eppure… qualcosa è già iniziato.
Inizi a guardare il tuo corpo come se fosse già in ritardo per un appuntamento, come se dovessi recuperare adesso, prima ce sia troppo tardi.
Ma pensandoci un attimo, recuperare che cosa? Perché vogliamo dimagrire a maggio e perché ci sentiamo sempre così?
Oggi Mery nella puntata del podcast Mi Piaccio Così – La Voce del tuo Corpo ci parla proprio di questo: il fallimento delle diete iniziate a maggio, del motivo che ci porta a cominciarle in questo caldo mese e del perché falliscono. Premi play e ascolta la puntata oppure, continua a leggere per scoprirne di più.
Dimagrire a maggio: tutto inizia con lo specchio
A maggio succedono molte cose: il cambio ora ormai si è consolidato e la voglia di fare un’aperitivo dopo il lavoro aumenta. E proprio in vista di quell’aperitivo con quell’amica che finalmente è uscita dal letargo e forse riesci a vedere (quando l’ultima volta è stata davanti ad un panettone) apri l’armadio e cerchi qualcosa di carino da mettere: non il solito maglione largo che copre e non la solita giacca oversize.
Osi: i jeans skinny, il pantalone più attillato e magari quella camicia celeste che non hai mai avuto occasione di mettere.
E davanti a quello specchio inizi a giudicarti: pensi che adesso i centimetri di pelle verranno esposti, che i vestiti saranno più leggeri, che forse quel cambio stagione che hai rimandato già tutto il weekend sia in realtà qualcosa che non vuoi fare non solo perché è oggettivamente noioso, ma perché vuoi prima avere la certezza di poter rientrare dentro quei pantaloni di lino.
Allora decidici di dimagrire a maggio: o meglio, non lo decidi con consapevolezza, ma ti senti obbligata a farlo.
Difatti, quando una decisione nasce dalla pressione diventa solo una corsa contro il tempo che non può durare.
Il punto di rottura
Quando vuoi dimagrire a maggio fallisci ogni anno non perché ti manca la disciplina, ma perché hai iniziato contro il tuo corpo, non insieme a lui.
Il sentirsi obbligati a dimagrire a maggio nasce dall’idea che prima di esporre il corpo, prima di andare in vacanza, prima di qualsiasi foto in costume, il tuo corpo debba essere “messo a posto”. Un po’ come quando riassetti casa prima dell’arrivo di quell’amica sgraziata e antipatica (che poi perché la chiami amica, allora?).
Il fatto è che all’inizio funziona anche: ti senti che hai il pieno controllo della tua volontà, sali sulla bilancia e hai perso i primi 3 chili. Poi però, qualcosa si allenta: non è un crollo, una caduta da una cascata, è un palloncino con un microfono invisibile che si va sgonfiando: e tu vorresti mettere una pezza ma non sai dov’è il foro.
Perché fallisce la volontà di dimagrire a maggio
La risposta in verità è assurdamente semplice: perché nessun sistema costruito sulla pressione regge all’infinito.
Allora parte il primo “sgarro”, il primo aperitivo, il biscotto a merenda, la cena in più, il weekend non pianificato: insieme a loro arriva quella voce, quella che conosci bene, che ti dice che hai rovinato tutto.
Quella voce la conosci bene, si chiama “senso di colpa” e no, non è la tua: te ne parlo meglio qui
E no, il problema non è quello che hai mangiato, il problema è il processo che hai aperto subito dopo.
Perché maggio lo vivi come il mese della dimostrazione. E’ quel mese in cui devi provare quanto ci tieni, quanto ti controlli, quanto sei pronto. Ma il punto è che quando vivi così, non stai rincorrendo il tuo benessere, ma solo un’autorizzazione. Staoi cercando l’autorizzazione a mostrarti, il permesso di prendere il sole in costume, un “okay, non devi vergognarti del tuo corpo.”
Crea un nuovo pensiero
Ma chi ti ha insegnato che il tuo corpo, proprio in questo mese, va sistemato prima di poterti godere l’estate?
Maggio è pieno di trappole narrative: ti dice che l’estate è una scadenza. “Devo dimagrire a maggio, prima che arrivi l’estate!”. Maggio ti racconta che il corpo giusto, quello che merita le braccia scoperte, i pantaloncini, il costume, il mare e le foto. Questo mese ti racconta che il corpo giusto è quello che arriva pronto.
Un corpo che invece di scadenze non ne ha, che ha tutti i valori ematici a posto, che è in salute, con un ciclo o una menopausa ben funzionati. Un corpo perfetto che vediamo con gli occhi giudicanti rendendolo sbagliato.
La trappola dello specchio è quella che ti racconto in questo articolo: leggi per saperne di più.
Una relazione sana con il cibo non nasce quando smetti di mangiare quello che ti piace ma quando smetti di usare il cibo come punizione, premio, consolazione o prova di forza.
E allo stesso modo, una relazione sana con il corpo non nasce quando lo fai dimagrire abbastanza da non vergognarti più: nasce quando smetti di usare il disagio come bussola. Quando il peso sulla bilancia è solo un numero e gli aggettivi che dai al tuo corpo non sono “magro”, “grasso”, “bello” ma “forte”, “in salute”, “pieno di energia”.
Dimagrire a maggio è possibile ma con l’approccio giusto
Il problema non è mai il mese in se e nemmeno la voglia di dimagrire a maggio: il vero problema è la guerra con te stessa che inizia in questo mese, ogni anno, da anni. E questa guerra la compatti sempre con le stesse armi, con la stessa strategia, ottenendo sempre lo stesso esito.
Il fallimento di maggio non è un fallimento personale, non sei tu a fallire ma tutto l’approccio che hai sempre usato. La chiave di svolta è smettere di raccontarti sempre la stessa bugia: non “basta” un “mese in riga” per sentirti meglio.
Perché devi innanzitutto capire cosa ti fa stare bene: conosci la differenza tra quello che vuoi e quello di cui hai bisogno? La Disney ci ha gravitato un intero film – La Principessa e il Ranocchio.
Ma stare bene non significa farti entrare in un corpo più accettabile. Stare bene significa smettere di trattarti come un problema da correggere ogni primavera.
Perché quando capisci questo, capisci anche che il cibo non era mai il tema principale.
Il cibo era il linguaggio.
Se senti di essere in ritardo, forse non è il tuo corpo a correre piano.
Forse è la scadenza a non esser la tua. Perché no, non hai una data di scadenza.









