Cosa c'è dietro la fame emotiva: non solo cibo
26 Maggio 2026

Tempo di lettura: 4 min'

Cosa c’è dietro la fame emotiva: non solo cibo

La fame emotiva colpisce tutti, nessuno ne è davvero immune. A volte puoi pensare di non esserne vittima perché non ripeti la scena del gelato de “Il diario di Bridget Jones” o perché ti ritrovi ad aprire e terminare nell’arco di 10 minuti un pacco di gocciole.

Ma la fame emotiva ci colpisce soprattutto quando pensiamo di avere tutto sotto controllo: e tu pensi di controllare anche lei, ma in verità, dietro la scelta di quella pizza “per stanchezza” o di quel kebab “perché è da tanto che non lo magio” c’è ben altro.

E oggi, con Mery nel suo podcast Mi Piaccio Così – La Voce del tuo Corpo scopriamo insieme cosa c’è dietro la fame emotiva.

Premi play adesso e ascolta la puntata, oppure continua a leggere questo articolo:

Sai qual è il momento preciso in cui arriva la fame emotiva? 

E’ questa la domanda che oggi ci pone Mery: e noi tutti pensiamo di sapere la risposta. La fame emotiva colpisce quando va tutto male.

Bhè, in verità non è così. Perché il nostro corpo, perfetto nelle sue imperfezioni, è stato programmato e si è evoluto per essere efficiente, funzionale, ad alto rendimento nelle difficoltà.

Immagina se l’uomo della preistoria avesse un attacco di fame mentre scappa dal leone che vuole mangiarlo: non riuscirebbe a correre abbastanza velocemente per sfuggirvi.

Oggi il leone è una riunione, una lite con il compagno, la malattia di un caro o la brutta notizia del momento. E tu in quel preciso istante non hai fame: né quella fisiologia, quella del corpo, ma nemmeno quella della mente, quella emotiva.

E della differenza tra la fame del corpo e quella della mente ne abbiamo parlato qui:

La fame emotiva arriva dopo: dopo che hai risolto quel problema, che hai superato quell’ostacolo, dopo aver tenuto insieme i pezzi. E’ dopo che tutto si manifesta.

La fame emotiva: quella che non riesci a fermare

Cos’è la fame emotiva lo sai benissimo: lo hai cercato online, te lo ha spiegato chi ne sapeva meno di te, l’hai riconosciuta più volte quando ti ha colpita. Ma nonostante ciò, non sei mai riuscito a fermala.

Lei arriva quando tutto è calmo, quando sei riuscito a superare un ostacolo insormontabile, una sfida difficile, la crasi tra casa, lavoro e vita privata. In quel momento sei stato presente, lucido, disponibile, efficiente.

Ma poi… poi è arrivata lei: quella sensazione che è difficile da spiegare a chiunque, persino a te stesso. Dopo hai sentito quella sensazione di non essere stato visto da nessuno, nemmeno da te stesso.

E così è arrivata la fame emotiva e ti travolge.

Il momento esatto in cui arriva la fame emotiva

Immagina un pomeriggio qualunque. Niente di particolare: una riunione andata storta, un messaggio a cui non sai come rispondere, o solo quella sensazione strana di non riuscire a stare fermo. A un certo punto ti ritrovi in cucina. Magari stai cercando qualcosa di specifico, magari apri la dispensa senza sapere cosa vuoi. Non hai fame — o almeno, non nel senso fisico del termine. Eppure sei lì. 

Ed è esattamente questo il momento in cui arriva la fame emotiva: il primo momento della giornata in cui non stai rispondendo a niente e a nessuno. Non c’è una riunione, né un messaggio in attesa, non c’è qualcuno che ha bisogno di te. Sei solo tu, davanti al frigo aperto. Ed è lì — in quel silenzio un po’ scomodo — che il corpo finalmente inizia a parlare. 

Perché prima il tuo corpo sarebbe stato inascoltato, non aveva il tempo di farlo.

Apprendimento associativo

Mery oggi ci dice una cosa che vale come un insegnamento del “saggio del villaggio” che deve rimanere nelle nostre menti nel tempo: la fame emotiva non è una colpa, non è la tua colpa. Non è nemmeno una mancanza di forza di volontà. La fame dettata dalle emozioni è la risposta. Il tuo corpo, il sistema nervoso, ha imparato che il cibo ti da sollievo immediato.
Ma perché mai avrebbe memorizzato una cosa del genere?
Perché il cibo ti da davvero sollievo, ti rende felice.

Ogni volta che vivi un’esperienza che ti da sollievo, che ti porta gioia, il tuo corpo lo registra archiviandole in un contenitore e ci pone sopra un’etichetta con su scritto: “QUELLO CHE FUNZIONA”.

Tutte le volte che sente un disagio, una pressione stressante, va a ripescare da quel contenitore: fumo, alcol, cibo. Ecco cosa può esservi dentro.

Questo si chiama apprendimento associativo ed è quello che accade quando ripensi ad una persona ascoltando una canzone, ti viene voglia di caffè quando ne senti l’odore, ti viene una voglia incredibile di brunch quando passi davanti a quel bar.

Quindi, dopo una giornata difficile, dopo che il tuo carico emotivo e mentale ha saturato ogni spazio, il tuo corpo ti porta davanti al frigo.

Il cibo è il linguaggio

Quello che Mery ci ha raccontato finora ci fa capire che il cibo non è altro che una lingua che usa il tuo corpo per dirti “Non ti mi hai ascoltato finora, ma adesso tocca a me”.

Perché la fame emotiva non arriva quando non hai abbastanza forza per gestirla, arriva quando hai avuto fin troppa forza e controllo per gestire tutto.

Il tuo corpo ha trattenuto la rabbia, la paura, l’ansia di non farcela e a fine giornata vuole, pretende, necessita di 10 minuti, 20 al massimo per tirare un sospiro di sollievo. Un sollievo però che stai usando, di nuovo, per silenziare qualcosa che andrebbe ascoltato: il tuo corpo.

Perchè dopo quei venti minuti la tregua finisce, e porta con sé anche il senso di colpa. Ma di questo ne abbiamo già parlato in un’altra puntata del podcast: puoi trovarla qui.

La voce del tuo corpo

Il podcast Mi Piaccio Così – La Voce del tuo Corpo nasce proprio da questa necessità: dalla necessità del tuo corpo di essere ascoltato. E la fame emotiva è solo quello: il bisogno di essere visto, preso in considerazione, attenzionato.

La fame emotiva non la elimini imparando a gestire meglio le emozioni, la elimini solo quando ascolti le tue emozioni: se sei arrabbiato, provato, stanco, stressato, in ansia non devi andare avanti. Devi fermarti e dire no.

Perché il corpo, ogni no non detto, ogni si sofferto, lo tramuta in altro: e questo “altro” a volte è proprio la fame emotiva.  

Lavorare da soli per uscire da questo meccanismo è possibile, ma è un percorso lungo e tortuoso. Chiedere supporto, invece, è la strada più veloce per farlo.

Sii amorevole con te stesso, ascolta il tuo corpo adesso.

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