corpo e social
24 Febbraio 2026

Tempo di lettura: 4 min'

La trappola dello specchio: corpo e social media

Corpo e social media: un mondo mistico, astratto ma che crea sentimenti ed emozioni reali.

“Non sarò mai bella come”

“Non avrò mai quelle gambe”

“I pettorali di X sono irraggiungibili”

Il punto è che tu non sei quella persona.

E oggi Mery, nella sua puntata del podcast “Mi Piaccio Così – La voce del tuo corpo” ci racconta come ascoltarla, quella voce. Così importante ma così ignorata.

Ignorata per cosa? Per un altro corpo, che no è tuo.

Premi play e ascolta la puntata e il tuo corpo.

La trappola dello specchio: il corpo e social media come riflesso

A volte basta davvero poco.
Un minuto di scroll mentre aspetti il caffè o prima di andare a dormire.

Prima ti sentivi tranquillo, magari anche soddisfatto del percorso che stai facendo. Poi arrivano immagini perfette, corpi scolpiti, vite ordinate. E qualcosa cambia.

All’improvviso ti sembra di essere rimasto indietro.

Il punto è che non sei cambiato tu. È cambiato lo specchio con cui ti stai guardando: stai specchiando il tuo corpo nei social media.

E oggi capiremo perché succede — e soprattutto cosa puoi fare per proteggere il rapporto con il tuo corpo: il tuo corpo è un posto che dovresti proteggere, ascoltare, amare. Il giudizio? Un dolore inutile che ci autodeterminiamo.


Quando bastano pochi minuti per cambiare come ti senti

La ricerca scientifica mostra che bastano pochi minuti di esposizione a immagini legate a ideali estetici per influenzare l’umore e la percezione corporea.

Tre minuti.
Meno del tempo necessario per preparare un caffè.

Il corpo e social media sono due posti diversi: e dovrebbero rimanere separati. Invece ecco che guardi gli addominali scolpiti di quella personal trainer e senti che il tuo ventre non è all’altezza. Di conseguenza non sei all’altezza nemmeno tu.

Non perché tu sia fragile, ma perché il cervello funziona così: usa il confronto per orientarsi.


La teoria del confronto sociale tra corpo e social: perché succede

Un meccanismo naturale del cervello

La psicologia lo chiama teoria del confronto sociale. Da sempre osserviamo gli altri per capire dove siamo e come stiamo andando.

Nella vita reale però questi confronti sono limitati.

Online no.

Il problema degli algoritmi

Sui social il confronto avviene decine di volte al giorno e quasi sempre verso persone che sembrano “meglio”.

Una revisione internazionale di oltre 50 studi condotti in 17 Paesi ha evidenziato un’associazione tra esposizione a immagini idealizzate e maggiore insoddisfazione corporea.

Non è debolezza. È esposizione continua.


Il grande equivoco nello specchio tra corpo e social: confronti realtà e vetrina

Quello che vedi online è selezionato.

Nessuno pubblica:

  • le giornate stanche,
  • i momenti di insicurezza,
  • la cena veloce davanti alla tv.

Stai confrontando la tua vita completa con il momento migliore scelto da qualcun altro.

E non sarà mai un paragone equo.

📦 Errore comune
Pensare: “Solo io faccio fatica”.
In realtà semplicemente non vedi la fatica degli altri.


Quando smetti di sentire il corpo e inizi a giudicarlo

Col tempo succede qualcosa di più profondo.

I ricercatori parlano di auto-oggettificazione: inizi a guardarti dall’esterno, come se il tuo corpo fosse qualcosa da valutare.

Lo osservi.
Lo misuri.
Lo giudichi.

Ma smetti di ascoltarlo.

E quando perdi questo contatto diventano più difficili anche scelte semplici: mangiare con equilibrio, rispettare la fame reale o riconoscere i progressi.


Come usare i social senza cadere nella trappola

Non serve cancellare tutto: spesso pensiamo infatti di cancellare totalmente le app social dai nostri cellulari. Ma ecco che poi ci manca pubblicare quella storia, vedere le foto dei cani dei vicini, scambiarsi qualche battuta con i colleghi vedendo quei reel divertenti.

Stop, non devi cancellare i socia, fanno parte di noi, della nostra realtà: come ogni cosa, serve usarli meglio.

Ascolta i segnali reali del corpo

Chiediti:

  • come dormi,
  • quanta energia hai,
  • come ti senti dopo i pasti.

Questi sono indicatori reali di benessere, non il paragone tra il corpo e i social. Come può un paragone così lontano essere reale? La maestra alle elementari ti diceva sempre “100 cosa? grammi? chili? Che cosa stai sommando?”.

Tra il corpo e i social vige lo stesso principio: cosa stai mettendo a confronto?

Ricorda che un pesciolino rosso si sentirà sempre inadeguato se proverà ad arrampicarsi su un albero.

Quindi cosa vuoi fare? Scalare la classifica social o nuotare nel tuo mare?

Confrontati solo con te stesso

Il confronto utile è uno solo: con te di qualche settimana fa.

Dormivi peggio? Avevi meno energia?
Quello è progresso: analizza come stai, quello che conta davvero.

Tra 20-30-40 anni non penserai “mamma che pancia piatta che mi sarebbe piaciuta avere” ma “Come ho amato fare bodyrafting in Sicilia!”

E sai alla te di 80 anni quanto importerà se durante quella esperienza aveva più o meno spazio tra le gambe? Un fico secco. Ma se non ti godrai l’esperienza perché il tuo corpo non è all’altezza dei social, lo rimpiangerai molto.

Riduci l’esposizione

Alcuni studi mostrano che dimezzare l’uso dei social per alcune settimane può migliorare l’immagine corporea nei giovani adulti.

Non sparire. Prova semplicemente a ridurre.

Checklist pratica

  • Segui account realistici e positivi
  • Silenzia contenuti che generano pressione
  • Evita lo scroll appena sveglio
  • Alterna social e momenti offline

Ricorda inoltre, che una prolungata esposizione a questi continui confronti tra il corpo e social potrebbe portare ad una distorsione cronica della propria immagine e a disturbi del comportamento alimentare.

Approfondisci qui questo argomento.


Creare un ambiente digitale che ti aiuti davvero

Il feed che guardi ogni giorno diventa un ambiente mentale: stai paragonando corpo e social?

Proprio come scegli cosa mettere nel piatto, puoi scegliere cosa mettere davanti agli occhi.

Contenuti realistici, percorsi graduali e comunità di supporto aiutano a mantenere una relazione più serena con il proprio corpo.

Perché il tuo corpo non è un contenuto.

È una storia in evoluzione.

E merita di essere vissuta, non confrontata.


Conclusione

I social non sono il problema.
Il problema nasce quando diventano l’unico metro con cui misuri te stesso.

Ricordati questo: i progressi veri spesso non fanno rumore. Non prendono like. Ma cambiano davvero come ti senti ogni giorno.

E quello è ciò che conta.

Per cambiare davvero la percezione del tuo corpo

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Leggi la testimonianza di chi ce l’ha fatta: Testimonianza reale: come mi piace così mi ha cambiato la vita.

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