Dieta e calcoli renali: a cosa stare attenti
9 Febbraio 2026

Tempo di lettura: 5 min'

Dieta e calcoli renali: a cosa stare attenti

Dieta e calcoli renali: sono collegate tra di loro o l’alimentazione non può aiutare in alcun modo nella prevenzione di questa problematica? Scopriamolo insieme!

Introduzione alla dieta e calcoli renali

I calcoli renali sono delle formazioni solide che si formano nell’apparato urinario, in genere al confine tra il rene gli ureteri. Si presentano come veri e propri “sassolini”.

La patologia nel suo complesso prende il nome di nefrolitiasi (o calcolosi renale o urolitiasi).

La formazione di un calcolo renale necessita della precipitazione e successiva aggregazione di sostanze disciolte nelle urine.

La sola precipitazione, non seguita dall’aggregazione, dà luogo alla cristalleria e alla renella, situazioni morbose che possono predisporre alla nefrolitiasi, ma che da essa si distinguono.

Dieta e calcoli renali sono due temi molto correlati tra loro di cui si parla molto poco. Le indicazioni da seguire dipendono dalla tipologia di calcolosi renali che ci colpisce.

In ogni caso, facciamo un passo indietro:

  • Come si formano i calcoli renali?
  • Quali sono le tipologie di calcoli renali?
  • Quali sono le cause predisponenti?
  • Come diagnosticare i calcoli renali?
  • Come la nutrizione può aiutarci in questo?

Come si formano i calcoli renali?

Nel precedente paragrafo dicevamo che dall’urina, trattandosi di una soluzione acquosa, possono precipitare diverse sostanze che danno luogo a un corpo di fondo.

Il corpo di fondo, aggregandosi in vario modo, dà origine a dei sassolini, i cosiddetti calcoli renali.

Esistono varie tipologie di calcoli renai:

  • Calcoli a base di calcio (ossalato di calcio, fosfato di calcio, mix dei due)
  • Calcoli di acido urico
  • Calcoli di struvite
  • Calcoli di cistina

La conoscenza del tipo di calcolo renale mette in risalto la problematica di fondo che ha portato alla loro formazione. Sapendo la problematica di fondo sarà possibile adottare metodi risolutivi adeguati.

Per esempio, i calcoli di ossalato di calcio possono essere causati da un iperparatiroidismo primario o dalla presenza di un’elevata quantità di calcio nelle urine (ipercalciuria idiopatica).

Quindi, dieta e calcoli renali si intrecciano tra loro in vario modo anche a seconda della tipologia di calcolo renale di cui stiamo parlando.

Quali sono le cause predisponenti?

Le cause correlate alla formazione dei diversi tipi di calcoli renali possono essere distinte in tre gruppi:

  • Cause pre-renali
  • Cause renali
  • Cause meta-renali

Le cause pre-renali dipendono da disordini metabolici, ormonali e di alimentazione, come:

  • Elevata quantità di calcio (ipercalciuria), ossalato (iperossaluria) e acido urico (iperuricosuria) nelle urine
  • Bassa quantità di citrato nelle urine (ipocitraturia)
  • Disidratazione (basso volume urinario)
  • Elevata assunzione di sale
  • Elevato consumo di proteine
  • Basso assunzione di calcio
  • Elevato consumo di vitamina C (maggiore a 1000 mg al giorno)

Le cause renali sono legate a patologie del rene, come l’acidosi tubolare e la cistinuria.

Le causa meta-renali dipendono invece da patologie ostruttive e/o infettive.

Capiamo bene come sono soprattutto le cause pre-renali a influenzare il binomio dieta e calcoli renali.

Inoltre, l’obesità aumenta molto il rischio di calcolosi renale.

Infatti, all’aumentare del peso corporeo aumenta anche la presenza nelle urine di calcio, ossalato e acido urico, tutti correlati al rischio di calcolosi renale.

Acqua, bibite e bevande nervine

Il primo e più importante argomento da affrontare riguardante il binomio dieta e calcoli renale è quello relativo all’acqua.

Un basso volume urinario aumenta di molto il rischio di sviluppare calcoli renali.

Infatti, quando il volume urinario è basso, le sostanze che concorrono alla formazione dei calcoli sono più concentrate e quindi più vicine al loro punto di saturazione.

Nella maggior parte dei casi, quando il volume urinario è basso vuol dire che siamo disidratati.

Lo stato di disidratazione può essere causato da:

  • Scarsa assunzione di acqua
  • Eccessiva sudorazione
  • Stress mentale
  • Diarrea cronica

Ma quanta acqua dovremmo bere per ridurre il rischio di calcolosi renale? (approfondisci qui anche qual è il marchio dell’acqua più adatto alla tua situazione)

In realtà, non è tanto la quantità di acqua da bere il punto focale, ma piuttosto il volume urinario. Quindi, alla domanda posta sopra, dovremmo rispondere: “l’acqua necessaria a produrre 2-2,5 L di urina”.

Le bibite analcoliche sono da escludere/limitare perché spesso contengono alte quantità di fosfati, mentre tè e caffè si sono dimostrati protettivi nei confronti dei calcoli renali. Tè nero e tè verde sono però da evitare perché contengono molto ossalato.

Dieta e calcoli: proteine

Entriamo ora nel vivo dell’argomento dieta e calcoli renali.

Una dieta iperproteica può aumentare il rischio di calcolosi renale, in particolare se ricca di proteine animali.

Infatti, a livello renale, le proteine apportano un carico acido che il rene deve smaltire con le urine. Per fare questo, il rene è portato ad aumentare il contenuto di calcio nell’urina e questo porta ad aumentare il rischio di calcolosi da ossalato di calcio.

Tuttavia, un alto contenuto proteico nella dieta non è sufficiente per innescare la formazione dei calcoli renali.

Infatti, è necessario consumare anche poca frutta e verdura che, con il loro alto contenuto di citrato, sono in grado di tamponare il carico acido renale apportato dalle proteine.

Infine, gli alimenti che contengono un’alta quantità di proteine, se assunti in eccesso, aumentano il carico di acido urico nell’urina. Questo aumenta il rischio di formazione dei calcoli di acido urico.

Dieta e calcoli: ossalato di calcio

Aggiungiamo un altro tassello che giustifica l’importanza del binomio dieta e calcoli renali.

Oltre che essere prodotto dal metabolismo cellulare, l’ossalato è contenuto anche negli alimenti. L’ossalato assunto con l’alimentazione può aumentare il contenuto di ossalato nelle urine.

Se in ambiente urinario è presente anche molto calcio e poco citrato, il rischio di calcolosi da ossalato di calcio aumenta. Quindi, è importante monitorare, nei soggetti a rischio, la quantità di ossalato presente negli alimenti così da ridurre il rischio di calcolosi renale.

Un ulteriore fattore di rischio per la calcolosi renale è il malassorbimento dei grassi alimentari. Infatti, i grassi, se non vengono assorbiti e rimango nel lume intestinale, fanno aumentare l’ossalato a livello urinario.

Infine, anche il microbiota intestinale può giocare un ruolo importante nella formazione dei calcoli di ossalato di calcio. Infatti, il batterio Oxalobacter formigens è in grado di degradare l’ossalato a livello intestinale, prevenendone così l’assorbimento.

Calcio e sale

Vediamo ora gli ultimi due attori del binomio dieta e calcoli renali.

Il calcio in ambiente urinario concorre a formare sia i calcoli di ossalato di calcio sia i calcoli di fosfato di calcio. Quindi, si potrebbe pensare che limitare il calcio assunto con gli alimenti possa essere una buona idea.

In realtà, non è così.

Infatti, anche a livello intestinale il calcio si lega all’ossalato. L’ossalato di calcio esce dalla soluzione e precipita come cristallo. Il cristallo di ossalato di calcio non può essere assorbito dall’intestino, prevenendo così il suo accumulo a livello renale.

Quindi, esiste una relazione inversa tra assunzione di calcio alimentare e formazione di calcoli renali.

Il sale aumenta il rischio di formare calcoli renali perché aumenta la quantità di calcio nelle urine. A sua volta il calcio urinario, come abbiamo visto, concorre nella formazione dei calcoli di fosfato di calcio e ossalato di calcio. Quindi, è importante ridurre l’utilizzo del sale a meno di 6 g al giorno.

Dieta e calcoli: Mi Piace Cosi

È chiaro che per gestire al meglio tutte le dinamiche correlate a dieta e calcoli renali è necessario essere seguiti da dei veri professionisti.

A tal proposito, Mi Piace Cosi mette a disposizione un servizio fuori dal comune.

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